The Social Dilemma è un docudrama (documentario drammatico) americano uscito il 26 Gennaio 2020 sulla principale piattaforma a pagamento di streaming per serie tv e film chiamata Netflix.

La manipolazione del comportamento umano

Il documentario viene raccontato dai pentiti della Silicon Valley che ricoprivano ruoli apicali. Il docudrama dura 1 ora e 34 minuti e spiega come la dipendenza e la violazione della privacy dei social sia un elemento strutturale e non un bug. Identificano gli utenti ovvero le persone che ogni giorno usano i social network come zombie, cavie da laboratorio utili a fare soldi. Gli “attori” svelano il meccanismo e l’algoritmo che coinvolge l’utente. L’algoritmo in questione funziona come una slot machine, tiri giù la leva e i contenuti si aggiornano, aggiornando il tuo cervello facendoti esplorare continuamente contenuti nuovi e intanto il social network vende pubblicità. I big della Silicon Valley studiano e aggiornano il meccanismo cercando di aumentare il tuo coinvolgimento e intrattenimento facendoti rimanere incollato al tuo smartphone o dispositivo.

Finito di guardare il documentario mi sono chiesto ma Social Dilemma come ha fatto a intrattenermi così tanto?

E Social Dilemma?

Il film funziona allo stesso modo utilizzando tecniche di persuasione che ci fanno rimanere incollati allo schermo senza mai staccarci anzi cercheremo di diffondere la visione del docudrama a tutti i nostri conoscenti.

L’algoritmo di Netflix

Netflix che in questo caso è il portale di diffusione del film, utilizza anche lui un algoritmo molto potente che si suddivide in due livelli.  Impact Scool Magazine nel 2019 parlava dell’algoritmo di Netflix da 1 milione di dollari che fin da subito permette agli abbonati di avere una serie di consigli su serie tv o film da guardare su una raccolta dati che mescola alcuni fattori, successivamente fa un analisi delle abitudini e dei comportamenti condizionando la produzione di film e serie tv. In pratica sono in grado di sapere in diretta quante persone stanno guardando un determinato film e in che scene o capitoli perdono interesse.

Facebook resta a guardare?

Facebook pubblica una risposta in 7 punti per difendersi dalle accuse mosse dal documentario. Il documento spiega come Facebook negli anni si è migliorato proteggendo la privacy, l’algoritmo è pertinente con gli ideali della piattaforma e molto altro. Ma una domanda mi sorge spontanea, ha fatto bene a rispondere? doveva aspettare che le polemiche si sgonfiavano?

Nel frattempo Facebook ha aggiornato le policy sulle fake news e ha creato nuove features che hanno a cuore l’engagement.

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