Internet rappresenta una grande risorsa per le  persone con disabilità.
L’utilizzo può garantire una maggiore autonomia nello studio, nel lavoro e nel bisogno e nella possibilità di comunicare, nell’accesso ai servizi pubblici e alla cultura.

Il mondo virtuale è per tutti insidioso: porta spesso all’isolamento da amici e conoscenti e alla condivisione di emozioni, sentimenti e stati d’animo e conseguentemente suscitare inconsapevolmente su parte del pubblico sentimenti di pietà, fastidio, curiosità e devotismo.

La vulnerabilità aumenta per le persone con disabilità cognitiva.
La malattia cognitiva persistente, da un alterato funzionamento del sistema nervoso centrale, rappresenta una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, con compromissione delle abilità che solitamente si manifestano durante il periodo evolutivo (capacità cognitive, linguistiche, motorie, sociali).

Al fine di promuovere l’inclusione attraverso l’uso consapevole e sicuro della rete, https://www.inclusion-europe.eu/ organizzazione europea di persone con disabilità intellettiva e delle loro famiglie, che conta 78 membri in 39 Paesi europei, già nel 2015, lanciò, con il supporto della Commissione Europea, la campagna Safe Surfing un ambizioso progetto, volto a formare le persone con disabilità intellettiva in materia di protezione dei dati sul web e rilasciato una serie di video e booklet di vivo interesse.

L’iniziativa si fonda sulla convinzione che se le persone con disabilità intellettiva non possono vivere tutti gli àmbiti della vita con pari diritti e pari opportunità non può esserci piena inclusione nella società: sostenere le persone con disabilità relativamente all’uso sicuro del web può avere un enorme impatto sul loro livello di indipendenza, sul loro benessere e sul loro senso di appartenenza alla società.

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